Denis Torri: Gli importanti effetti della white list per la Svizzera

GLI EFFETTI

Numerosi sono gli effetti che possono derivare dalla modifica della white list osserva Denis Alborino Torri; i principali sono riassunti nella tabella che segue.

 

Modifiche che riguardano solo il Liechtenstein (Stati appartenenti allo Spazio Economico Europeo)

Oneri deducibili Deducibilità dei contributi versati alle forme pensionistiche complementari istituite negli

Stati UE e SEE white list

Detrazioni Detrazione dei canoni derivanti da contratti di locazione e di ospitalità per studenti di

un’università ubicate in Stati UE o See white list

IVIE Determinazione della base imponibile con applicazione del valore catastale e credito per le

imposte patrimoniali corrisposte all’estero, per gli immobili localizzati in Stati UE o See white list con adeguato scambio d’informazioni

IRPEF Possibilità di ottenere la equiparazione a contribuenti italiani ai fini delle deduzioni e detrazioni per i soggetti stranieri (residenti in paesi white list) che producono in Italia almeno il 75% del reddito complessivo (c.d. residenti Schumacher).

Possibilità di avvalersi del regime forfetario

Reddito impresa  

Trasferimento sede all’estero

Applicabile il regime opzionale di sospensione o

rateazione della riscossione delle imposte sulle plusvalenze latenti in caso di trasferimento verso Paese UE o See white list

 

Consolidato

Possibilità di optare per il consolidato orizzontale da parte di società UE o See white list
Redditi di natura

finanziaria

Applicazione dell’imposta sostitutiva (con il meccanismo del conto unico):

 

•   alle obbligazioni e titoli similari emessi da società per azioni con azioni negoziate in mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione degli Stati UE o SEE white list;

•   sugli interessi ed altri proventi delle obbligazioni e titoli similari, e delle cambiali finanziarie negoziate nei medesimi mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione emessi da società diverse dalle prime.

 

Applicazione di ritenuta ridotta:

 

•    al 5% sui finanziamenti conduit se le obbligazioni del veicolo sono negoziate in mercati regolamentati UE o SEE white list;

•    all’1,375% (anziché del 26%) sui dividendi di fonte italiana soggette all’imposta sulle società in Paesi UE o SEE White list;

•     all’11% sui dividendi corrisposti a fondi pensione UE o See white list

 

 

 

Disposizioni che si applicano a tutti gli Stati compresi in elenco White List

 

 

 

 

 

Quadro RW

e monitoraggio fiscale

 

 

Partecipazioni estere

Per i soggetti che siano “titolari effettivi” di partecipazioni estere in società collocate nella lista, non vi è obbligo di indicare i beni posseduti dalla società estera, ma solo il valore delle partecipazioni (non si applica, dunque, l’approccio look through)
 

 

 

Picco massimo dei conti correnti

Per i conti correnti detenuti in banche estere collocate in paesi della lista non si deve indicare il picco massimo

raggiunto nell’anno dal conto corrente

Trust esteri Non opera la presunzione di residenza in Italia, alle condizioni previste dalla norma, per i trust istituiti in Stati in paesi collaborativi
 

 

 

Reddito di impresa

 

 

 

Trasferimento sede in Italia

Possibilità di quantificare le attività a valore normale per i soggetti che trasferiscono la sede fiscale in Italia, provenendo

da paesi collaborativi

 

 

 

Perdite su crediti

Possibilità di dedurre le perdite su crediti vantate presso soggetti collocati in Paesi collaborativi alle medesime condizioni della normativa fiscale italiana
 

 

 

 

Reddititi finanziari

•     applicazione dell’imposta sostitutiva del 12,5% sulle obbligazioni e titoli similari emessi da Stati white list e relativi enti territoriali;

•    da imposta sostitutiva degli interessi dei titoli di Stato italiani e assimilati, obbligazioni e titoli similari, emessi dalle banche italiane e dagli altri soggetti residenti, se percepiti da contribuenti residenti in Stati white list;

•   esenzione dei proventi da depositi e conti correnti diversi da quelli bancari e postali e dai prestiti di denaro;

•   esenzione delle rendite perpetue e delle prestazioni annue perpetue;

•   esenzione dei compensi per prestazioni di fideiussione o di altra garanzia;

•   esenzione dei proventi da pronti contro termine e prestito titoli;

•   esenzione dei proventi degli OICR italiani;

•   esonero da ritenuta sui proventi dei fondi immobiliari italiani corrisposti a fondi pensione e organismi di investimento collettivo del risparmio esteri, istituiti in Stati o territori white list;

•   esenzione delle plusvalenze e altri redditi diversi di natura finanziaria “non qualificate” se percepite da soggetti residenti in Stati white list;

•     esenzioni o dimezzamento dell’imposta sui titoli negoziati in mercati regolamentati e sistemi multilaterali di negoziazione di Stati white list;

•   esenzione dalla ritenuta sui proventi percepiti da fondi pensione e organismi di investimento collettivo del risparmio esteri, sempreché istituiti in Stati o territori inclusi nella white list;

•   applicazione della disciplina dei fondi immobiliari a determinati soggetti e patrimoni costituiti all’estero in paesi o territori che consentano uno scambio d’informazioni finalizzato ad individuare i beneficiari effettivi del reddito o del risultato della gestione e sempreché siano indicati nella white list

 

L’ENTRATA IN VIGORE

Sussistono dubbi in merito alla corretta data di entrata in vigore della nuova lista dei paesi collaborativi. Seguendo le regole generali, si dovrebbe applicare la vacatio legis di 15 giorni, con la conseguenza che, essendo stato il decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 22.08.2016, si dovrebbe propendere per una entrata in vigore fissata al 6 settembre 2016.

Si segnala, però, che dalla visione del sito dell’Agenzia delle entrate sembra che la efficacia sia immediata; sul punto, è necessario attendere precisazioni ufficiali (il problema riguarda maggiormente le banche per l’applicazione delle ritenute). Che si propenda per l’una o per l’altra soluzione, un effetto diretto ed immediato esiste per le dichiarazioni dei redditi da trasmettere entro il prossimo 30 settembre 2016.

Infatti, gli interventi sul quadro RW trovano, secondo la visione unanime della dottrina, immediata applicazione già sul periodo di imposta 2015.

Fonti: CH, EU

 

Torri Denis Alborino