Occupazione USA – L’impasse sulla Brexit – PIL giapponese – Denis Torri –

L’occupazione americana batte le attese

Negli ultimi due trimestri il PIL statunitense è cresciuto di oltre il 3% su base tendenziale e la disoccupazione si è attestata ai minimi dal 2000. A novembre gli impieghi negli Stati Uniti hanno fatto meglio delle previsioni, con gli occupati non agricoli in aumento di 228 mila unità rispetto alle 200 mila stimate dagli analisti, grazie soprattutto a terziario, sanità e manifattura. Invariata la disoccupazione al 4,1%. Un contributo è verosimilmente giunto dalle assunzioni effettuate in vista delle feste nonché dal rimbalzo successivo ai due uragani abbattutisi sugli Stati Uniti quest’anno. I salari sono aumentati del 2,5% su base tendenziale, in miglioramento rispetto al 2,3% (dato rivisto al ribasso) di ottobre.

L’impasse sulla Brexit e sciolto

Secondo il NIESR, nei tre mesi fino a novembre la crescita del Regno Unito ha segnato un robusto +0,5%. Tale risultato arriva a seguito di solidi dati sulla produzione industriale e giustifica la decisione del mese scorso della Bank of England di innalzare i tassi di interesse, giacché si tratta di un miglioramento rispetto alla prima metà del 2017 e rispetto allo 0,4% dello scorso trimestre. Sul versante della Brexit, dopo mesi di trattative, il Primo Ministro britannico Theresa May ha raggiunto all’ultimo momento un’intesa di massima con la UE. La Commissione Europea ha detto che sono stati fatti sufficienti progressi sui tre temi più caldi: l’accordo finanziario, i diritti dei cittadini UE e l’impegno a evitare il ritorno di un confine fisico tra Ulster e Irlanda. Tale svolta spiana la strada a nuovi negoziati su un eventuale periodo di transizione e sulle caratteristiche di un futuro accordo commerciale.

Revisione al rialzo del PIL giapponese

Nel terzo trimestre l’economia nipponica ha fatto meglio di quanto calcolato precedentemente: la crescita del PIL è stata rivista a un 2,5% su base annualizzata, con uno scarto dell’1,1% rispetto alla stima preliminare. Il dato si attesta così appena sotto il 2,6% del secondo trimestre. Tale revisione al rialzo si deve principalmente agli investimenti delle imprese nonché alle scorte. Il Governatore della Bank of Japan Haruhiko Kuroda ha lasciato intendere che l’istituto potrebbe innalzare il livello obiettivo di rendimento dei titoli di stato. Si tratta del segnale più chiaro giunto finora che la banca centrale sta considerando un parziale ridimensionamento del proprio programma di stimoli. Senza scendere nei dettagli, Kuroda ha detto che i futuri comunicati della BoJ si concentreranno sulle modalità per ritirare il quantitative easing senza che ciò provochi scompigli sui mercati finanziari.

 

Denis Torri

Refidest – Lugano

 

Fonte: EFG