Svizzera Prospettive congiunturali ancora positive nonostante la ripresa finora esitante

A cura di Denis Alborino Torri Desteco – Refidest – Ica Network

Negli ultimi due trimestri la crescita dell’economia svizzera ha accelerato, ma meno del previsto. Le previsioni favorevoli per l’economia mondiale e gli indicatori precursori positivi lasciano pensare che per i prossimi trimestri si assisterà a un’ulteriore sensibile accelerazione della dinamica economica. Il gruppo di esperti della Confederazione prevede perciò una crescita del prodotto interno lordo (PIL) dell’1,4 % per il 2017 (previsione precedente: 1,6 %) e dell’1,9 % per il 2018 (previsione invariata). Sia la domanda interna sia il commercio estero dovrebbero contribuire alla crescita. Sulla scia dell’andamento congiunturale positivo si prevede che anche il mercato del lavoro continuerà sulla via della ripresa. Il gruppo di esperti conferma la previsione di un tasso di disoccupazione di 3,2 % nel 2017 e di 3,1 % nel 2018 inizia Denis Alborino Torri Desteco – Refidest – Ica Network.

Congiuntura internazionale
All’inizio del 2017 la crescita moderata dell’economia mondiale è proseguita. Il commercio mondiale ha registrato uno sviluppo positivo e in molti Paesi gli indicatori di tendenza fanno pensare che la ripresa congiunturale proseguirà.

Negli Stati Uniti la crescita nel primo trimestre 2017 è stata deludente (+0,3 %).**  La solidità del mercato del lavoro non lascia tuttavia temere un peggioramento della congiuntura. Infatti, nei prossimi trimestri, l’economia statunitense dovrebbe tornare a crescere, mantenendo all’incirca la stessa dinamicità degli ultimi anni. Nell’eurozona la ripresa congiunturale prosegue. Nel primo trimestre si è registrato un aumento del PIL in tutti i Paesi membri senza eccezione; per l’unione monetaria nel suo insieme il tasso di crescita è considerevole (+0,6 %). L’aumento del PIL ha dunque subìto un’accelerazione per la terza volta consecutiva. Secondo gli attuali indicatori precursori anche il secondo trimestre sarà positivo. Nell’eurozona la crescita per questo e il prossimo anno dovrebbe risultare superiore alla media storica. In Giappone, nel primo trimestre, la crescita economica ha nuovamente superato il potenziale. Quindi nel corso del periodo di previsione c’è da aspettarsi una perdita di dinamicità.

Le previsioni per i Paesi BRIC (Brasile, Russia, India, Cina) sono prevalentemente positive. Per la Cina, che sta attraversando una fase di cambiamenti strutturali, si prevede ancora un graduale rallentamento della crescita. In India le prospettive restano positive, con tassi di crescita attesi di almeno 7 %. La Russia ha ormai superato la fase di recessione, mentre i recenti segnali positivi in Brasile si dimostrano ancora fragili considerate le turbolenze politiche.

I più recenti sviluppi dell’economia mondiale confermano in gran parte le aspettative del gruppo di esperti, per quanto nel corso di quest’anno l’eurozona abbia fatto registrare un andamento più dinamico del previsto. La moderata espansione dell’economia mondiale dovrebbe continuare nel 2017 e nel 2018; per l’anno in corso sono attesi risultati ancora migliori di quelli ipotizzati nelle previsioni precedenti informa Denis Alborino Torri Desteco – Refidest – Ica Network.

Situazione congiunturale e previsioni per la Svizzera
Negli ultimi tre trimestri la ripresa dell’economia svizzera è stata meno dinamica del previsto. Nonostante la crescita del PIL abbia registrato un’accelerazione graduale, nel primo trimestre 2017 si è attestata a +0,3 %, leggermente sotto le aspettative, soprattutto a causa dello sviluppo contenuto di quasi tutti i settori dei servizi. Il settore manifatturiero ha invece registrato risultati trimestrali positivi.

I principali indicatori di tendenza – l’indice composito dell’attività manifatturiera (PMI) per l’industria e il settore dei servizi, il barometro congiunturale del KOF, la fiducia dei consumatori – sono leggermente in discesa, seppur rimanendo su livelli alti, e quindi confermano una crescita dell’economia svizzera. In particolare, il livello degli ordini (PMI) è nuovamente aumentato sia presso le imprese del settore industriale che presso quelle del settore dei servizi, dando quindi un segnale incoraggiante per l’andamento dell’economia a breve termine.

Per il 2017 nel suo complesso il gruppo di esperti prevede una crescita del PIL dell’1,4 %. La leggera correzione al ribasso rispetto alle ultime previsioni (1,6 %) tiene conto della crescita modesta nel primo trimestre. Il contesto economico internazionale positivo e gli indicatori di tendenza costantemente forti fanno prevedere, per quest’anno, una netta accelerazione della crescita economica. Per il 2018 il gruppo di esperti si aspetta, come nelle previsioni precedenti, un proseguimento della ripresa e una crescita del PIL di 1,9 %.

Per questo e il prossimo anno la domanda interna dovrebbe rimanere un importante pilastro della crescita. Dopo un’evoluzione piuttosto contenuta nel 2015 e nel 2016, i consumi privati dovrebbero tornare a crescere in modo più dinamico nel periodo di previsione, da un lato per la ripresa del mercato del lavoro già in corso e dall’altro per il costante incremento demografico osservato fino ad oggi. I tassi di interesse bassi e la continua domanda di immobili potrebbero favorire gli investimenti nel settore edile. Per gli investimenti in impianti e attrezzature è prevista una crescita moderata.

Nel commercio estero per il 2017 e il 2018 si prevedono tassi di crescita ancora moderati; la bilancia commerciale dovrebbe contribuire positivamente alla crescita del PIL. Le imprese esportatrici svizzere dovrebbero beneficiare degli sviluppi positivi dell’economia mondiale. Inoltre, come già nel primo trimestre 2017, è attesa una crescita delle esportazioni più largamente sostenuta rispetto all’anno scorso. Oltre al settore chimico e farmaceutico, la ripresa congiunturale nei mercati d’esportazione favorirà anche l’industria metalmeccanica ed elettrica nonché l’orologeria.

Dopo l’indebolimento congiunturale dovuto all’apprezzamento del franco, sul mercato del lavoro si è già verificata una parziale inversione di tendenza. Il tasso di disoccupazione, al netto delle variazioni stagionali e aleatorie, è passato dal 3,3 % nei primi mesi di quest’anno al 3,2 %. Il gruppo di esperti prevede che questa tendenza al ribasso proseguirà nei prossimi due anni: nel 2017 la percentuale di disoccupati si manterrà su una media annua del 3,2 %, mentre nel 2018 scenderà a 3,1 %. Per quanto riguarda l’andamento dell’occupazione non sono ancora in vista miglioramenti. Tuttavia, pare che il fondo sia stato toccato. Nei prossimi trimestri l’occupazione dovrebbe tornare ad aumentare, tanto più che gli indicatori sull’evoluzione del mercato del lavoro recentemente sono migliorati. Il gruppo di esperti prevede una crescita dell’occupazione dello 0,4 % nel 2017 e un’accelerazione a 0,6 % nel 2018.

L’andamento del prezzo del petrolio contribuisce alla normalizzazione dell’inflazione anche in Svizzera. In media annuale, si prevede un rincaro pari allo 0,5 % per il 2017. Nel 2018 il tasso dovrebbe risultare pari allo 0,2 %, visti in particolare il calo dei tassi di riferimento e la prevedibile riduzione delle pigioni.

Rischi congiunturali
In conclusione, precisa Denis Alborino Torri  – Desteco – Refidest – Ica Network, l’orientamento della politica commerciale e fiscale degli Stati Uniti e l’attuazione della Brexit rappresentano rischi politici rilevanti che, se si materializzassero, non dovrebbero tuttavia avere ripercussioni per la Svizzera nella prima metà del periodo di previsione.

Un’ulteriore incertezza politica arriva dall’Italia, dove nel periodo considerato si terranno le elezioni politiche. Il fallimento della riforma elettorale può avere serie conseguenze sulla stabilità politica. I rischi che ne conseguono, visto l’elevato indebitamento pubblico di questo importante Paese UE e il suo settore bancario tuttora fragile, non vanno sottovalutati. Se la crisi del debito in Europa dovesse riprendere vigore o si inasprisse la situazione del settore bancario, il franco svizzero potrebbe tendere al rialzo, con le conseguenze del caso per la congiuntura svizzera.

Ulteriori rischi per l’economia mondiale potrebbero derivare dagli sviluppi della politica monetaria degli Stati Uniti. Se normalizzata in tempi inaspettatamente rapidi, la politica monetaria potrebbe frenare l’economia statunitense e, attraverso i canali commerciali, pregiudicare la congiuntura globale. Inoltre, un rialzo dei tassi di interesse negli Stati Uniti potrebbe comportare deflussi di capitale da importanti Paesi emergenti con effetti potenzialmente negativi per la stabilità finanziaria internazionale.

A tutto questo si contrappone un rischio congiunturale positivo: l’andamento dell’economia mondiale, in particolare dell’eurozona, potrebbe far registrare un’accelerazione più netta del previsto, come dimostrano un inizio del 2017 sorprendentemente buono e indicatori precursori positivi. Le esportazioni del nostro Paese e, in definitiva, l’intera economia svizzera ne trarrebbero beneficio.

Guardando alla situazione interna, un certo rischio deriva dall’andamento del settore immobiliare. Visto la crescente quota di abitazioni vuote, il settore edile potrebbe subire un rallentamento più marcato del previsto.

 

Torri Denis Alborino

Refidest – Desteco – ICA Network

 

Fonte: Adminseco, CH